Philosophy of Mind: three guest lectures in January (Soldati, Pinotti, Matteucci)

15 gennaio 2020

h 16-18

 

Aula 18, Palazzo Nuovo

via Sant'Ottavio 20, Torino

 

 

Gianfranco SOLDATI (Université de Fribourg)

 

Apparenze e illusioni

 

Questo contributo tratta della natura delle apparenze percettive. Sostiene che sono proprietà relazionali oggettive di oggetti esterni. Nell'esperienza percettiva entriamo in contatto cosciente con tali proprietà. Le apparenze non sono dati sensoriali, come di solito inteso, e non sono identici alle proprietà che attribuiamo agli oggetti esterni con l'uso di concetti qualitativi come rosso, quadrato e dolce. Usiamo tali concetti per descrivere le proprietà che si manifestano nella percezione, non per descrivere le apparenze. La stessa proprietà, come la forma curvata di un bastone, può apparire in modi diversi in contesti diversi. Nessuno di questi modi è più o meno appropriato, perché le cose appaiono semplicemente come appaiono. La scelta di un determinato contesto determina le condizioni normali per il possesso di concetti qualitativi. Le illusioni percettive standard sono esperienze percettive. Ci fuorviano, non perché le apparenze sono scorrette, ma perché ci inducono ad usare concetti che non sono appropriati nelle condizioni vigenti.

 

 

 

21 gennaio 2020

h 16-18

 

Aula 18, Palazzo Nuovo

via Sant'Ottavio 20, Torino

 

 

Andrea PINOTTI (Università di Milano)

 

Scorniciamenti: virtualità e immagine-ambiente

 

L’esperienza che oggi possiamo fare delle immagini grazie ai caschi di realtà virtuale come Oculus ci offre un ambiente a 360° in cui perdiamo una libertà di cui forse non ci rendevamo nemmeno conto di godere: non possiamo più rivolgerci “off”, non possiamo far altro che vedere immagini. Non vi sono cornici che separino l’immagine dalla realtà (e che quindi ci permettano di rivolgere il nostro sguardo fuori dall’immagine, se lo vogliamo), né appigli che ci consentano di concentrare la nostra attenzione sul medium, piuttosto che su ciò che il medium ci presenta. Questa affascinante e al contempo problematica condizione immersiva non nasce con i dispositivi di realtà virtuale: è anzi preparata da una lunga e complessa storia di strategie rappresentative che — dalla pittura illusionistica al cinema in 3D, passando per gli stereoscopi e i panorami — trasformano l’immagine in un ambiente che offre all’utente possibilità di azione e reazione. Si ricostruiranno le tappe principali di questo percorso, e si cercheranno di indagare i concetti-chiave (oltre a scorniciamento, quelli di immediatezza e presenza) che ci invitano a comprenderlo criticamente.

 

 

 

 

22 gennaio 2020

h 16-18

 

Aula 18, Palazzo Nuovo

via Sant'Ottavio 20, Torino

 

 

Giovanni MATTEUCCI (Università di Bologna)

 

La percezione estetica come prassi della mente estesa

 

Nella sua pratica concreta, l’esperienza estetica sembra comportare per propria costituzione l’infrazione dello schema dualistico mente-mondo che ha dominato la riflessione filosofica, in particolare nel corso della modernità cartesiana. La descrizione dell’estetico può dunque proficuamente convergere con un modello di mente alternativo a quello cartesiano, com’è appunto quello della “mente estesa” oggi al centro di numerosi dibattiti. Nel corso dell’incontro si cercherà di mostrare come possa essere condotta un’analisi della percezione secondo le coordinate proprie di questo nuovo modello, configurabile come “analitica materiale della compaginazione sensibile”. Essa sembra consentire sia di giungere a un’originale concezione dell’estetico in quanto intrecciato ma distinto rispetto alla prestazione propriamente cognitiva della percezione, sia di schiudere l’accesso a un paradigma generale in cui l’interazione organismo-ambiente si qualifica primitivamente come “esperienza-con” piuttosto che come “esperienza-di”.

 

 

 

Gli interventi si svolgerano all'interno del corso di Filosofia della Mente (Corso di Laurea Magistrale in Filosofia) del Prof. Alberto Voltolini e sono organizzati in collaborazione con il seminario ART (Aesthetics Research Torino).